- CURIOSITA': LA STORIA -

Tutto l'ambiente in cui è inserito l'agriturismo Torre Del Fondo è impregnato di un'affascinante storia centenaria (accertata con documenti ufficiali dell'Archivio di Stato di Ferrara) sia per quanto riguarda la tenuta agricola di cui fa parte, sia per quanto concerne l'immobile in cui è ubicato.

Al momento è disponibile solo la storia della tenuta agricola ma presto, appena le ricerche saranno terminate e certificate, lo sarà anche quella dell'immobile.

 
Storia della tenuta agricola di cui fa parte l'agriturismo Torre Del Fondo

L'agriturismo Torre Del Fondo fa parte di un'azienda agricola (di circa 100 ettari) che a sua volta fa parte di una tenuta agricola che si estende su una superficie di oltre 200 ettari. Il nome di tale tenuta agricola è "Ghisiliera". Viene quindi di seguito riportato lo studio storico della tenuta "Ghisiliera".
La ricerca storica è stata eseguita con grande scrupolo e perizia dal Professore Cerioli Gianni, persona estremamente disponibile e al quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.

La tenuta di cui stiamo per esaminare la storia è sempre stata una proprietà compatta, nonostante incrementi e diminuzioni, ed è sempre rimasta nelle mani di famiglie che occupavano un posto di grande rilievo sociale ed economico nella realtà del comune di Ferrara.

La proprietà conobbe molto raramente la presenza dei proprietari, i quali preferivano affidare la gestione ad affittuari. Questi assumevano i lavoratori e periodicamente riscuotevano i vari fitti, da cui detraevano la quota dovuta alla proprietà.

I primi proprietari della tenuta documentati con sicurezza sono i Galvani, fattori ducali.
La prima transazione sicuramente riguardante la tenuta è un atto del 6 Ottobre1532, con cui Battista Galvani concede la tenuta a Zamino di Gerardo Galvani in garanzia di un prestito ricevuto. In questo periodo la tenuta è costituita quasi esclusivamente da terreno boschivo, con salici e canneti, quasi per niente bonificata e priva di immobili. 
L'atto in questione descrive nel seguente modo, in lingua originale, la tenuta:

"Terreno boschivo di stara 217, con saliceti bassi et chiari et stroparoli e gioncole pavirolle e cannille di diversa qualità, di buona matheria setosa per la Gennaior parte, posto in luogo detto li Retratti della Torre del Fondo, distretto di Ferrara" (Fonte: ASFE, ANAFE, G. Negrini, mat. 800, pacco 12, 1612 cc. 121-23 recto).

La proprietà rimase in mano agli eredi della famiglia Galvani fino all'8 Ottobre1625, quando Girolamo e Baldassare Galvani la vendettero ai Gennaiosi Francesco e Ludovico, figli di Onofrio Bevilaqua.
In seguito la tenuta finì al solo Francesco, il quale la incluse alla dote della figlia Bradamante Bevilaqua sposatesi nel 1647 in seconde nozze con Conte Francesco Calcagnini IV.

Nel periodo all'incirca fra il 1681 e il 1685, gli eredi della famiglia Calcagnini (ad opera di Giuseppe Scrofa e della moglie Deianira Calcagnini) procedettero alla bonifica della tenuta costruendo due case coloniche, un fienile e la Torre (cioè l'edificio nel quale oggi c'è l'agriturismo). Questa operazione fu particolarmente costosa e aggravò il dissesto economico della famiglia Calcagnini.

Negli anni novanta del Seicento la tenuta fu sfruttata al massimo attraverso affitti e censi vari. Tuttavia il dissesto della famiglia Calcagnini era ormai irreversibile; si videro così costretti a mettere in vendita la possessione. Nel 1698 si fece avanti il Gennaiose Francesco Pio Ippolito Ghisilieri di Bologna, che stava per ottenere la cittadinanza ferrarese e, per questo, andava acquistando diversi beni in Ferrara e provincia. La vendita venne perfezionata con rogito datato 13 Ottobre1698.
Fra le varie voci riportate nel rogito per descrivere i beni facenti parte della tenuta si legge:

"...Torre a tre solari murata di pietra in calzina coperta di coppi in tavelle, con scale d'asse a lumaga di Pioppa, qual torre di presente serve ad uso domiciliare..." (Fonte: ASBO, Archivio Ghisilieri, ramo principale, istrumenti, Mazzo 23 fs 38, cc14v-15r).

Due anni dopo aver acquistato la tenuta, il Gennaiose Francesco Pio Ippolito Ghisilieri fece costruire nella stessa una piccola chiesetta denominata l'oratorio di Santa Lucia che da oratorio pubblico divenne poi anche sede della parrocchia della zona di Coronella-Vigarano Mainarda. Tale chiesetta è tutto oggi presente anche se non più consacrata e utilizzata.

Negli anni successivi la proprietà non sembra aver subito grandi modifiche fino a quando, con atto del 6 Ottobre1792, il Gennaiose Francesco Ghisilieri-Calderini, oppresso dai debiti, non la rivendette al Capitano Carlo Antonio Tebaldi.
Nell'atto di vendita è annessa una perizia (del perito bolognese Vittorio Conti) dalla quale si viene a sapere che la tenuta era composta dalle seguenti possessioni: Pomposa, Tesoriera, Carolina, Osteria Vecchia in Porotto e Brillante.

Il 9 Ottobre1825 gli eredi della famiglia Tabaldi, dovendosi trasferire a Milano, vendono la proprietà al Conte Camillo Trotti. Quest'ultimo, in data 14 Ottobre1839, rivende la tenuta all'ex corsaro Michele Bergando di Antonio.

Nel 1842 la famiglia Bergado procede alla ristrutturazione di tutte gli immobili rurali presenti sulla proprietà e alla costruzione di una casa colonica posta fra la Torre e l'oratorio di Santa Lucia.

Il 26 Ottobre1846 la famiglia Bergado vende tutta la tenuta al Conte Michele Fausto Prosperi.

Il 10 Ottobrela famiglia prosperi vende la proprietà a Pietro Paolo Balboni, in realtà un prestanome di Giacomo Nagliati.

Il 25 Ottobre1906 i fratelli Tancredi ed Aristide Nagliati, a nome proprio e degli altri loro fratelli vendono al Cavalier Guglielmo Zamorani. Nell'atto di vendita si legge:

"...La tenuta Ghisiliera posta in Vigarano Mainarda, costituita da due corpi di terra separati fra loro dalla Via Coronella...comprendente: a) la possessione Tesoriera con casa d'abitazione fattorale (la Torre), distinata con il numero civico 448, fabbricati ad uso stalle per cavalli e per bovini e fienili, abitazioni coloniche, magazzeno, cantina, granaio, tettoia ed altre adiacenze, ed oratorio fornito di altare, banchi e tutti gli accessori per l'ufficiatura con una stanza aggiunta a fare da sacrestia..." (Fonte: Archvio Notarile Distrettuale di Ferrara: compravendita Nagliati-Zamorani, notaio G. Leziroli, 25/07/1906, repertorio 5257-4986).

Da allora ad oggi la tenuta Ghisiliera è di proprietà della famiglia Zamorani.

 

 

 

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